Ordine dei Medici
phone+39 0481 531440

Newsletter OMCeO 1/2013

In primo piano
EUROPA PER I PAZIENTI: DIRETTIVA SULLE PRESCRIZIONI MEDICHE NEI PAESI UE.

Il 20 dicembre scorso, la Commissione Europea ha adottato le disposizioni relative ad un elenco minimo di elementi da inserire in una prescrizione medica che possa essere riconosciuta negli Stati UE. La direttiva 2012/52 dovrà essere adottata nel diritto nazionale degli Stati membri entro il 25 ottobre 2013.
MEP Tonio Borg, Commissario Europeo per la Salute e la Politica dei consumatori, ha dichiarato: “L’anno scorso, la Commissione ha adottato una legislazione sui diritti dei pazienti per l’assistenza sanitaria transfrontaliera. L’adozione odierna di un codice di condotta per le prescrizioni transfrontaliere è un passo essenziale per il raggiungimento del’obiettivo principale di questa normativa: garantire che i diritti dei pazienti di accesso alle cure di buona qualità nei confini dell’Unione europea diventi una realtà. Queste regole aiuteranno sicuramente i pazienti che viaggiano in un altro Stato membro ad ottenere le medicine di cui hanno bisogno nel Paese in cui sono, grazie alla prescrizione transfrontaliera”.
Nel complesso, il numero di prescrizioni transfrontaliere, è bassa circa 2,3 milioni di euro all’anno – che si traduce tra lo 0,02% e lo 0,04% di tutte le prescrizioni dell’UE. Tuttavia, per gruppi specifici di pazienti, il miglioramento delle regole per il riconoscimento delle prescrizioni transfrontaliere, fa la differenza. Ad esempio, per i pazienti con malattie croniche che desiderano recarsi in un altro Paese, per i pazienti che vivono in regioni frontaliere o degli Stati membri più piccoli, per i pazienti con una malattia rara.
Con l’attuale diversità delle prescrizioni in tutta l’UE, si stima che oltre la metà dei pazienti hanno problemi di riconoscibilità della prescrizione. Le nuove norme in materia prescrizioni assume la forma di una direttiva di esecuzione. Esse introducono un insieme di elementi descrittivi per aiutare a identificare i medici, i pazienti e prodotti prescritti. Non per quanto riguarda il formato o l’aspetto, o la lingua utilizzata nella prescrizione. Né precludono ulteriori elementi, in linea con le pratiche locali, che vengono aggiunti dai medici.
I punti di contatto nazionali, stabiliti nell’ambito direttiva cross-border healthcare, informeranno i pazienti sul diritto di viaggiare con la prescrizione transfrontaliera, nonché l’elenco minimo di elementi che essa deve contenere.

 

DOCUMENTO PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI (art.29, comma 5 D.Lgs. 81/2008)

PROROGA DELL’AUTOCERTIFICAZIONE SINO AL 30 GIUGNO 2013. 

Come già anticipato, in data 20 dicembre 2012 è stato approvato DL stabilità contenente le modifiche ed integrazione al D.Lgs. 81/2008, prevedendone contestualmente la proroga dell’obbligo di redazione del Documento Valutazione Rischi per le imprese che occupano fino a 10 lavoratori fino al 30 GIUGNO 2013.

Nel maxi emendamento alla “Legge di Stabilità”, approvato con voto di fiducia in Senato, è presente una norma d’estensione del periodo di vigenza della possibilità di autocertificare l’effettuazione della valutazione del rischio fino al 30 giugno 2013.
Il passaggio in questione è così formulato (trattasi d’un articolo unico):
Art.: 220. È fissato al 30 giugno 2013 il termine di scadenza dei termini e dei regimi giuridici indicati nella tabella 1 allegata.
La tabella 1, che elenca tutti i riferimenti legislativi interessati dalle proroghe, riporta al “(…) punto 9 – 31 dicembre 2012 – Articolo 29, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”.
Il provvedimento è quindi passato alla Camera dei deputati dove ha ottenuto il via libera alla fiducia – con 373 sì, 67 no e 15 astenuti.
Quindi è prorogata al 30 Giugno 2013 l’autocertificazione per il documento di valutazione dei rischi per le imprese che occupano fino a 10 lavoratori, che diventerà obbligatorio da tale data.

 

RISARCIMENTI: SEI STRUTTURE SU DIECI SENZA ASSICURAZIONE PER COLPA GRAVE. 

Sei strutture su dieci, tra Asl e aziende ospedaliere, non sono assicurate per coprire la eventuale colpa grave dei propri dipendenti. È uno dei dati emersi dall’indagine sulle coperture assicurative condotta dalla commissione d’inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari, sulla base di 169 questionari compilati da altrettante strutture (il 55% del totale). Una “anomalia” che mette a rischio la possibilità del cittadino di essere risarcito, visti i costi spesso insostenibili per il singolo operatore.
Secondo la fotografia scattata nella relazione della commissione guidata da Antonio Palagiano, in media il premio assicurativo corrisposto dalle aziende sanitarie a livello nazi onale è aumentato, dal 2006 al 2011 del 35% attestandosi lo scorso anno in media sui 2,7 milioni di euro (contro i 2 milioni del 2006) passando dai 288 milioni di euro complessivamente versati nel 2006 a 354 milioni nel 2011. Ma, si sottolinea nella relazione, a fronte anche dell’aumento delle richieste di risarcimento, cresciute nello stesso lasso di tempo del 24% (quelle pervenute alle compagnie sono in media 13.702 l’anno), si sono però ridotti del 75% i risarcimenti effettivamente liquidati. Gli importi liquidati dalle assicurazioni sono passati «dai 191 milioni del 2006 ai 91 milioni del 2011». In particolare, si osserva, «nel Nord Ovest i pagamenti sono scesi da 68 milioni a 11 milioni, arrivando a un sesto del valore di 5 anni prima». Una chiave per ridurre i costi delle assicurazioni per Asl e ospedali sarebbe il Fondo regionale assicurativo, che però, emerge dalla relazione, è presente solo in 4 Regioni (20,7%): Toscan a (16 aziende sanitarie, il 45,7%), Friuli Venezia Giulia (9 centri, il 25,7%) Liguria (9 aziende, il 25,7%) e Basilicata (1 azienda, il 2,9%). Sono invece 122 le Asl (il 72,2%) che si affidano alle compagnie assicurative (con il settore sostanzialmente in mano a poche compagnie, dominato dalla Am Trust Europe, con cui si sono assicurate il 46% delle aziende sanitarie nel 2011-2012. Tra gli altri competitor Xl Insurance, Qbe Insurance, City Insurance, Llyod’s of London, Generali Assicurazioni, Cattolica Assicurazioni. «Diffondere l’utilizzo del Fondo regionale – ha sottolineato Palagiano – permetterebbe di ridurre la spesa pubblica per le assicurazioni» e anche il ricorso alla medicina difensiva che costa ogni anno «tra i dieci e i 14 miliardi di euro».
L’indagine ha raccolto le risposte anche in merito a dipendenti e posti letto di 162 aziende sanitarie per rilevare che ogni 10 posti letto la Sicilia ha il doppio di dipendenti medici rispetto a Regioni del centro-Nord come le Marche o il Friuli Venezia Giulia. I posti letto effettivi sono 98.296, il 33,3% nel nord-ovest, il 21,6% nel nord-est, il 20,8% nel centro e il 24,3% nel sud e nelle isole. Mentre i camici bianchi dipendenti nelle stesse 162 aziende sono 82.363 e si trovano per il 27,1% nel nord-ovest, per il 19,2% nel nord-est, per il 22,7% nel centro, mentre la percentuale più alta si concentra nel sud e nelle isole, con il 31%. La concentrazione di medici ogni dieci posti letto effettivi, si nota nella relazione, ”aumenta in maniera spropositata andando da Nord a Sud».

 

SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE: NOVITA’ IN VISTA PER L’ESAME DI ACCESSO.

Potrebbero a breve essere introdotte nuove regole per l’accesso alle scuole di specializzazione di area medica: la Direzione generale per l’Università, lo studente e il diritto allo studio universitario del Miur ha inviato ieri, per l’acquisizione di un parere formale, al Consiglio nazionale studenti universitari (Cnsu) e al Consiglio Universitario Nazionale (Cun), una bozza per la riforma del sistema formativo pre lauream in Medicina. In sintesi, il documento prevede l’introduzione di 85 quesiti a risposta multipla scelti da un archivio nazionale non noto (una prima parte, pari a 70, su argomenti inerenti al corso di laurea in Medicina e Chirurgia e una seconda parte, pari a 15, differenziata per tipologia di scuola). Inoltre, i titoli potrebbero essere valutati con l’attribuzione di un punteggio massimo fino a 15 punti, 10 dei quali sulla base del voto di laurea e 5 in funzione degli anni impiegati per il conseguimento della laurea. Novità anche nella composizione delle Commissioni locali: tre componenti potrebbero essere di nomina ministeriale. Infine, la graduatoria potrebbe essere su base macroregionale o nazionale.
«Apprezziamo la proposta che mira a valutare i candidati secondo parametri oggettivi e nel rispetto del principio della meritocrazia» è il commento di Carlo Manzi, vice presidente nazionale del Simg «si tratta tuttavia di un tema molto delicato, da cui dipende il futuro di migliaia di giovani aspiranti specializzandi. Riteniamo dunque doveroso analizzare nel dettaglio ogni singolo aspetto della nuova proposta di regola mento per l’accesso alle scuole di specializzazione col fine di individuarne le criticità per poi proporre eventuali modifiche tramite il nostro rappresentante in seno al Cnsu e Cun».

 

FNOMCEO E DEONTOLOGIA: LE PROSPETTIVE DI LAVORO PER IL 2013.

Roberta Chersevani, coordinatrice della Consulta deontologica della Federazione degli Ordini, fa il bilancio delle “cose fatte” e anticipa alcuni temi etici di lavoro per l’anno entrante.

Dottoressa Chersevani, ci vuole dire come si è svolto e con quali obiettivi il lavoro della Commissione deontologica della FNOM durante il 2012?
La Consulta Deontologia della FNOMCeO, arricchita di nuovi membri, è stata insediata nel maggio 2012 e già nel mese di giugno vi è stata una prima riunione plenaria con il programma di rivedere gli articoli del nostro Codice Deontologico suscettibili di revisione per essere più aggiornati sui cambiamenti in atto in campo medico.

Lei ha il compito di coordinare i lavori cui partecipano alcuni esponenti storici della Federazione e giovani leve del pensiero: l’incrocio tra esperienze e consuetudini diverse e’ il modo migliore per affrontare l’elaborazione in campo etico-professionale?
L’esperienza degli esponenti storici è irrinunciabile, anche per capire i percorsi che hanno portato alla stesura dei Codici precedenti. Le nuove leve non lo sono solo per l’età ma perché per la prima volta partecipi di questo importante organo di consultazione. In tutti un grande entusiasmo, una grande voglia di partecipare e di vedere il proprio preciso pensiero riprodotto fedelmente nei commi, anche per quanto concerne la costruzione delle frasi . Alla fine è questa la vera difficoltà nel compito di coordinare.

Lei personalmente come vive il periodo di profonda messa in discussione dell’articolo 32 della Costituzione?
Io credo non si possa mettere in discussione l’articolo 32 della Costituzione. Si deve invece lavorare per modificare altre realtà in sanità: la ricercare della salute come felicità, gli stili di vita che poco hanno a che fare con la prevenzione, la medicalizzazione a tutti i costi, l’eccesso di terapie, la medicina difensiva, l’appropriatezza, la comunicazione e quindi una maggiore informazione, gli sprechi.

Quali sono gli obiettivi 2013? E’ realistico pensare che durante l’anno vedrà la luce una nuova versione aggiornata del Codice?
La Consulta ha esaminato dettagliatamente tutti gli articoli del Codice aggiungendone di nuovi e valutando quali ulteriori documenti possano essere allegati come note esplicative. E’ stata presa in considerazione anche la stesura di un glossario, per rendere gli articoli stessi più incisivi e di rapida consultazione. I futuri passaggi sono molteplici: devono seguire le valutazioni e proposte del Comitato Centrale, dei Consigli Direttivi degli Ordini provinciali e la definitIva approvazione da parte del Consiglio Nazionale. Credo che la maggior parte dei colleghi della Consulta siano soddisfatti per la qualità dell’elaborato e questo è già un buon viatico. Mi piacerebbe pensare al traguardo definitivo per l’estate del 2013, in modo da consentire la diffusione del nuovo Codice tra gli iscritti entro la fine dell’attuale mandato.

Una donna alla guida di una delle commissioni più importanti e delicate della FNOMCeO: implicito riconoscimento del ruolo femminile ormai “sdoganato”?
Nella Consulta ci sono altre 6 donne e questo è un bel numero. Il Comitato Centrale ed il Presidente della FNOMCeO sono molto attenti alla realtà delle donne medico nella professione.
Intervista di Walter Gatti

 

Diritto Sanitario
CORTE DI CASSAZIONE – PENALE: Asportazione errata. Il principio dell’affidamento non discolpa.

Il fatto
Una paziente sottopostasi a visita ginecologica presso uno studio medico privato a distanza di una quindicina di giorni, secondo le indicazioni che lo specialista le aveva dato, si è recata presso una casa di cura dove lo stesso sanitario avrebbe dovuto eseguire, in laparoscopia, l’asportazione dell’ovaio destro, affetto da una cisti. Il medico addetto all’accettazione aveva trascritto sulla cartella che l’intervento avrebbe dovuto interessare l’ovaio sinistro: né il chirurg o né il suo aiuto avevano effettuato alcuna verifica e in conclusione si procedeva all’erronea asportazione dell’ovaio non interessato dalla patologia, così procurando l’indebolimento permanente dell’organo preposto alla procreazione. Il Tribunale ha emanato sentenza di condanna confermata in appello. Col ricorso per cassazione gli imputati hanno ampiamente censurato le pronunce precedenti. In particolare lo specialista ha tra gli altri aspetti osservato che l’asserto secondo il quale l’errore esecutivo si sarebbe evitato ove i chirurghi avessero consultato anche durante l’intervento la documentazione sanitaria supportante il trattamento terapeutico, trovava smentita nel principio di affidamento e in quello della medicina dell’evidenza. L’operatore, quanto al primo principio, non poteva non fidarsi dell’attività svolta dai medici che in precedenza si erano occupati del caso e, quindi, nella specie, dell’operato del medico che aveva raccolto i dati anam nestici e le indicazioni diagnostiche in sede di accettazione della paziente.
Il diritto
Nel caso specifico è stata negata rilevanza al principio dell’affidamento che non può essere invocato a discolpa in spregio alla regola minima di prudenza e diligenza essendo intervenuta l’asportazione chirurgica sulla base di una mera annotazione cartacea, pur proveniente dal medico addetto all’accettazione, senza far luogo in sede preparatoria all’agevole, rapido e sicuro riscontro ecografico.
Esito del giudizio
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi.

 

CORTE DI CASSAZIONE: Assistente alla poltrona concorre a reato di esercizio abusivo:

Il fatto
La Corte d’Appello di Milano ha confermato in punto di responsabilità la sentenza di primo grado relativa ad alcuni fatti connessi all’esercizio abusivo della professione di odontoiatra di cui a diverso titolo erano imputati un odontotecnico, l’assistente alla poltrona e il direttore sanitario della struttura.
La Corte di Cassazione, nella sentenza depositata il 3 gennaio 2013, nel confermare la pronuncia del giudice d’appello, ha chiarito alcuni interessanti profili anche in ordine al con corso nel reato contestato all’assistente.
Il diritto
Il ruolo concorsuale di un soggetto può esplicarsi attraverso le condotte più varie. L’attività costitutiva del concorso può infatti essere rappresentata da qualsiasi comportamento che fornisca un apprezzabile contributo alla realizzazione dell’altrui proposito criminoso o che agevoli l’opera dei concorrenti, in tutte o in alcune delle fasi di ideazione, organizzazione e esecuzione, nelle quali si snoda l’iter criminis. Ne deriva che la distinzione tra connivenza non punibile e concorso nel reato risiede nel fatto che la prima postula che l’agente mantenga un comportamento meramente passivo inidoneo ad apportare un contributo alla realizzazione del reato mentre, nel concorso, è richiesto un contributo partecipativo morale o materiale, alla condotta criminosa altrui, caratterizzato, sotto il profilo psicologico dalla coscienza e volontà di arrecare un apporto concorsuale a lla realizzazione dell’evento illecito. La Suprema Corte, sulla base di questi principi, ha ritenuto corretto il ragionamento seguito dalla Corte d’appello secondo cui l’attività di assistenza alla poltrona integra gli estremi del concorso nel reato di esercizio abusivo della professione, dato che , in tale ruolo l’imputata rnaterialmente aiutava colui che abusivamente curava la paziente , porgendo strumenti ed esplicando tutti i compiti tipici dell’assistente.
Esito del giudizio
La sentenza è stata annullata per l’intervenuta prescrizione del reato ferme restando le statuizioni civili.

 

CORTE DI CASSAZIONE: Va reintegrato il medico dell’ASL licenziato per un disturbo da ansia, se non si dimostra la sua totale inidoneità allo svolgimento delle mansioni.

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 23330 del 18 dicembre 2012, ha accolto il ricorso di un medico radiologo licenziato dalla Asl presso cui prestava servizio per inidoneità al lavoro perché affetto da una sintomatologia ansiosa che, secondo le prescrizioni mediche, rendeva necessario che lo stesso fosse esentato dai turni di reperibilità e fosse affiancato, nella redazione dei referti, da un collega.
La Suprema Corte, richiamando la consolidata giurisprudenza di legittimità, ha ribadito che “la sopravvenuta infermità permanente del lavoratore integra un giustificato motivo di recesso del datore di lavoro solo allorché debba escludersi anche la possibilità di adibire il lavoratore ad una diversa attività lavorativa riconducibile – alla stregua di un’interpretazione del contratto secondo buona fede – alle mansioni già assegnategli, o altre equivalenti e, subordinatamente a mansioni inferiori, purché tale diversa attività sia utilizzabile nell’impresa, secondo l’assetto organizzativo insindacabilmente stabilito dall’imprenditore” e che “pur non essendo sindacabile l’esercizio dell’attività economica privata, garantito dall’art.
41 Cost, nei suoi aspetti tecnici dal giudice, tale attività deve svolgersi nel rispetto dei diritti al lavoro e alla salute.
Ne consegue che non viola la norma citata il giudice che dichiara illegittimo il licenziamento intimato per sopravvenuta inidoneità fisica alle mansioni assegnate, ove il datore di lavoro non abbia accertato se il lavoratore potesse essere adibito a mansioni diverse e di pari livello, evitando trasferimenti di altri lavoratori o alterazioni dell’organigramma aziendale”.
Nel caso di specie la Corte territoriale ha affermato che non solo non risultava dalle certificazioni mediche che la sopravvenuta, parziale inidoneità fisica del ricorrente avesse carattere permanente e, quindi, fosse definitivamente escluso un recupero della sua piena idoneità fisica, ma l’Azienda, aveva omesso di provare, tenuto conto delle contestazioni effettuate sul punto dal ricorrente, che, pur con la ridotta capacità lavorativa, il dipendente non potesse svolgere mansioni compatibili con l’organizzazione aziendale.
Dalla documentazione medica prodotta, inoltre, non risultava un quadro clinico definito, bensì la mera esistenza di un disturbo d’ansia per il quale il medico competente non aveva attestato la totale inidoneità del ricorrente allo svolgimento delle mansioni cui era adibito, A fronte di tali affermazioni, l’Azienda ha rimarcato la mancanza assoluta di utilità di una prestazione di un radiologo che non possa esercitare da solo la propria attività di refertazione e non possa svolgere turni di reperibilità, senza però prendere posizione sulla possibilità di un utilizzo alternativo. “L’impossibilità di adibire il dipendente ad una diversa attività lavorativa riconducibile alle mansioni già assegnategli o a mansioni equivalenti, avrebbe dovuto costituire oggetto di prova da parte dell’Azienda, la quale avrebbe altresì dovuto dimostrare che una diversa collocazione del ricorrente comportasse una alterazione dell’organigramma aziendale o dell’assetto organizzativo insindacabilmente stabilito dal datore di lavoro.”
Con tali motivazioni i giudici di legittimità hanno quindi confermato l’illegittimità del licenziamento del radiologo nonché la sua reintegra e hanno altresì disposto anche un nuovo esame della vicenda rinviando alla Corte d’appello ai fini della determinazione del risarcimento del danno ex art. 18 St. lav. conseguente alla illegittimità del licenziamento precisando che l’illegittimità del recesso comporta anche per i dirigenti pubblici gli effetti reintegratori stabiliti dall’art. 18 St. lav. a prescindere dal numero dei dipendenti.

 

Area formativa
INCONTRO DI TERAPIA ANTALGICA con il Dr Maurizio Barca: “LA NEUROSTIMOLAZIONE MIDOLLARE OGGI”.
L’incontro si terrà Giovedì 17 Gennaio 2013 alle ore 18 a MONFALCONE presso il P.O SAN POLO – Auletta primo piano.
La stimolazione midollare è una procedura di chirurgia mini-invasiva per il trattamento di patologie dolorose che rispondono alla neuro stimolazione, tipo: failed back surgery pain syndrome, angina instabile che non può essere trattata con procedure di rivascolarizzazione, dolore da arto fantasma,complex regional pain syndrome, lesioni neuropatiche centrali e periferiche post-traumatiche, vascolopatia obliterante periferica ed altre indicazioni cliniche.
La stimolazione midollare viene realizzata per mezzo di uno o più elettrodi posizionati per via percutanea. L’elettrodo viene collegato ad un generatore di impulsi miniaturizzato. Con esempi chiari dei campi applicativi verrà presentato lo stato dell’arte a disposizione dell’algologo.
L’incontro sarà rivolto non solo ai tecnici ma a tutti coloro i quali siano interessati a questo argomento. 

 

CONTRACCEZIONE E PREVENZIONE DELL’INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA: Dialogo in Friuli Venezia Giulia con l’Istituto Superiore di Sanità.

Gli incontri si terranno il 21 gennaio 2013 a Trieste e il 22 gennaio a Udine.

 

CHIRURGIA E IMPLANTOLOGIA: Protocolli clinici ed implicazioni medico legali.

LA RECIDIVA IN ORTOGNATODONZIA E CHIRURGIA ORTOGNATICA: implicazioni medico legali.
I due incontri si svolgeranno in seno al 9° Convegno Invernale “Memorial Prof. Giuseppe Rossi” il 25 e il 26 gennaio 2013 presso la Sala Convegni APT di San Martino di Castrozza (TN) dalle ore 14.00 alle 20.00. L’evento è accrefitato per 10,9 Crediti ECM per medici di Chirurgia Maxillo-Facciale, Medicina Legale e Odontoiatri.

 

CORRETTO APPROCCIO ODONTOIATRICO NEL PAZIENTE IN TERAPIA CON BIFOSFONATI.

Il Convegno organizzato dall’AIO FVG si terrà presso il Meeting Point S. Marco – via Scamozzi 5 – Palmanova (UD) il 23 febbraio 2013 dalle ore 8.30 alle ore 18.00

 

CORSO FAD-BLENDED “APPROPRIATEZZA”
Il Corso organizzato dall’Ordine dei Medici di Gorizia in formazione residenziale si terrà presso l’Auditorium del P.O. S.Polo di Monfalcone SABATO 9 MARZO 2013 dalle ore 9.00 alle ore 14.00. Dà diritto a 15 Crediti Formativi ECM Nazionale anno 2013. Il Corso è gratuito. Per motivi organizzativi è richiesta la preiscrizione presso la segreteria dell’Ordine via e-mail o via Fax (ordmedgo@libero.it – 0481-531440).

N.B. Causa modifica delle date di accreditamento dei corsi da parte della Federazione Nazionale (come comunicato nella precedente Newsletter) il corso in modalità residenziale su “Sicurezza del paziente e dell’operatore”, inizialmente previsto per la medesima data del 9 marzo, si terrà invece in autunno 2013.